Generalmente scrivo di vino e confesso che ultimamente, per questioni lavorative, sto dedicando poco tempo a questo spazio che mi ritaglio occasionalmente per passione.
Quando mi venne l'idea di questo blog non avrei mai pensato che fosse così faticoso starci appresso, cercare, scrivere, programmare articoli...è un lavoro a tutti gli effetti e quando torni a casa dopo una giornata di lavoro la stanchezza non offre molto spazio alla lucidità.
Quindi oggi prendo con "leggerezza" la tastiera e vi scrivo un pensiero dopo aver letto in rete, su blog autorevoli e meno, diversi articoli sul vino biologico, argomento discusso ed apprezzato da alcuni ed odiato da altri.
Sono personalmente legato ad una filosofia, "più informazione e meno improvvisazione", quindi cerco, per chi è poco afferrato come me, di spiegare cos'è e quali sono i processi di questo prodotto.
Inizio da una data, l'8 marzo del 2012, importante perchè l'UE ha regolamentato la produzione del vino biologico e la possibilità di mettere il logo europeo in etichetta (fonte: http://www.federbio.it/Vino_biologico.php).
Per vino "Biologico" si indica il prodotto che deriva da uve coltivate secondo agricoltura biologica, quindi senza contaminazione industriale o chimica, perchè il metodo di trattamento è legato e limitato alla natura stessa.
Il prodotto?
Secondo un mio parere e dopo aver assaggiato un pò di vini biologici devo dire che hanno un loro perchè, sono vini che nascondono una natura ed aromi molto personali.
Vini di passione e di naturale ricchezza che hanno dalla loro una sorta di "religione" dei produttori che (penso) uniscono una loro teoria ed una loro esperienza al servizio di una linea immaginaria che fa combaciare il gusto con la filosofia...!
Un giorno vi recensirò un'etichetta niente male.
L'unico difetto di questa tipologia di vino? Poco presenti nella grande distribuzione, vini di nicchia!


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