lunedì 13 gennaio 2014

Feudi delle Rocche - Sangiovese Superiore

Quando ti ritrovi la tua ragazza che si presenta in casa con una bottiglia di vino e ti dice: “sono andata al supermercato ed ho visto questa bottiglia, mi ispirava e l’ho presa, che ne pensi di aprirla questa sera?”
Bè, non si può rifiutare un tale invito, specie se anche lei è amante del buon vino, potrebbe sembrare un’offesa il contrario e per carità, siamo galantuomini per rifiutare!

Sangiovese Superiore

L’accompagnamento ammetto che lo ha deciso lei, eravamo in clima natalizio ed abbiamo anticipato di qualche giorno la tradizione festaiola, accompagnando quest'ottima bottiglia con del cotechino, del purè e delle lenticchie.

Sangiovese Superiore

Feudi delle Rocche, Sangiovese Superiore Riserva delle cantine Le Rocche Malatestiane di Rimini, un vino che, come suggerisce l’etichetta, bisogna aprire un’ora prima di essere servito.
Un vino duro, intenso, deciso, dal sapore speziato e molto seducente al palato, un carattere che accompagna bene delle pietanze di carne rossa e secondo me anche dei primi piatti a base di carne e funghi!
Un vino ottimo, il cui sapore viene giustificato dal fatto che viene imbottigliato dopo due anni di affinamento, di cui dodici mesi in barrique.
Un colore rosso che ricorda la terra e le uve di provenienza, Sangiovese, coltivate nell’entroterra romagnolo, un territorio baciato dal clima e dal contrasto collina/mare.

Sangiovese Superiore

13 gradi si fanno sentire e direi che sono il minimo per un vino che a tratti mi ricorda un Primitivo di Manduria, anche se la differenza di aromi è netta… bisogna in ogni caso andarci piano per non rimanere “stonati” dal suo carattere.
Come concludere tale bontà? Con un consiglio all’acquisto perché è un vino che caratterialmente lascia il segno e che non disgusta di essere trattato dolcemente, almeno nel sorseggiarlo, perché il gusto che lascia in bocca è invitante, boccone dopo boccone, sorso dopo sorso, un tripudio di sensi e di profumi.
Un ultimo consiglio spassionato? Lasciate ossigenare in un decanter almeno per un paio d’ore perché il gusto cambia e diventa molto più delicato.
Un vino vecchio che và trattato con i guanti, ottimo, deciso.


Colonna sonora della serata?



Nessun commento:

Posta un commento