Si
parla tanto di vino, si discute di opinioni legate al gusto, alla delicatezza, alla decisione di un tipo di uva invece che di
un’altra, alcune volte si creano discussioni in cui si arriva quasi ai coltelli.
Tale Tonino Guerra, un personaggio di enorme spessore, vantava ed usava come
congiuntivo dei suoi pensieri la parola “bellezza”, legata ad un concetto di italianità.Culturalmente la bellezza di un territorio che spacca il mar Mediterraneo, terra ricca di cultura e tradizioni, conserva un rapporto speciale con i vari periodi dell’anno che notoriamente lasciano (seppur ancora limitatamente visto che si sta perdendo la cultura) spazio a feste “simpatiche”, come ad esempio il “San Martino”, momento in cui si assaggia il vino Novello.Tale vino, da non confondere con il “vino nuovo” è ottenuto dalla “macerazione carbonica”, un processo di vinificazione che consiste nel mettere dei grappoli di uva per alcuni giorni, in dei serbatoi ermetici contenenti “anidride carbonica”. Per chi vuole approfondire la tecnica chimica, su Wikipedia c’è un’accurata descrizione: http://it.wikipedia.org/wiki/Macerazione_carbonica
Questa
fermentazione forzata dà al vino un sapore fruttato ed un gusto “dolce”,
giovane.
Si dice “il vino di San Martino” perché per legge, la vendita è consentita non prima del 6 novembre, a cavallo con questa festa dell’11 novembre. Quest’anno è stata anticipata la vendita al 31 ottobre.
Esistono tanti tipi di vino con questo procedimento, ne ho comprata una bottiglia, “Burdel”, un Sangiovese novello della Tenuta Amalia, oggi la apro e vi farò sapere cosa ne penso: intrigante!
Colonna sonora:
Si dice “il vino di San Martino” perché per legge, la vendita è consentita non prima del 6 novembre, a cavallo con questa festa dell’11 novembre. Quest’anno è stata anticipata la vendita al 31 ottobre.
Esistono tanti tipi di vino con questo procedimento, ne ho comprata una bottiglia, “Burdel”, un Sangiovese novello della Tenuta Amalia, oggi la apro e vi farò sapere cosa ne penso: intrigante!
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