domenica 17 novembre 2013

La scelta di un vino: Enoteca Caluso

Questo mio spazio personale, che curo e cerco di far evolvere con passione, a volte mi stupisce, perché conosco mondi nuovi e affascinanti.
Storie legate ad un vino, ad un sentimento, ad un bicchiere che lascia curiosità, gusto, unicità, sensazioni che riconducono ad un emozione personale espressa in quel sorso.
Esistono milioni di cantine nel mondo, alcune preziose ed uniche nel loro genere, altre meno conosciute e più commerciali. Però ciò che lega le due categorie è a parer mio l’impegno e la passione con cui fanno il vino, che ricordiamo essere sempre il frutto di una terra, della terra.
C’è un passaggio, un legame che va dal produttore al consumatore e che ha un ruolo spesso fondamentale, colui che consiglia, ascolta e propone un vino: l’enotecario.




Mi ha sempre affascinato entrare in un’enoteca, in un posto con un profumo straordinario, dove si incrociano storie di vini e di gusti, in cui ogni cosa “ispira”, dall’etichetta ad un colore, dalla forma di una bottiglia ad uno scaffale.
Oggi vi porto con l’immaginazione in un' Enoteca alle porte di Torino, a Caluso, per la precisione Enoteca Caluso di Corrado Nicoli.


Ho rivolto a Corrado alcune domande…

I: Ciao Corrado, qual è la storia di questa enoteca che sorge sulle fondamenta di un’antica distilleria?

C. La storia di questo luogo è molto lunga e aggrovigliata, comunque è legata alla famiglia Levi fin dal 1868 quando Giacomo  Levi inizia con le prime distillazioni. La tradizione viene poi portata avanti dalla famiglia, ma in questo luogo si decide circa vent’anni fa di aprire un’enoteca spostando la distillazione in altra sede.
I vecchi mattoni del 1868 ( attualmente nella sala mescita ) vengono recuperati dall’imbottigliamento e  utilizzati per comporre un suggestivo “Infernot “ per contenere il vino da invecchiamento.
Cinque anni fa l’enoteca viene rilevata dal  sottoscritto che decide dopo un paio di anni di allargarsi costruendo la sala mescita in cui organizzare eventi, aperitivi e degustazioni di standard qualitativo elevato, ma accessibili a tutti.

I. Da dov’è nato il tuo amore/passione per il vino?
C.  La mia passione nasce in modo molto semplice. Quando avevo circa quattordici anni, avendo sotto casa dei miei genitori una sorta di appartamento inutilizzato, con i miei migliori amici abbiamo iniziato a restaurarlo.  In poco tempo ci siamo ritrovati con una bellissima tavernetta di oltre cinque locali in cui abbiamo iniziato a dare feste e a fare cene tra di noi.
Queste cene inizialmente avevano una cadenza settimanale e ai fornelli c’era uno dei miei migliori amici noto cuoco di professione da cui ho imparato molte cose, ( te l’ho detto che cucino molto bene ?!? ) da lì in poi il passo è stato obbligato … non si può bere acqua con dei piatti del genere, bisogna valorizzarli ancora di più!
Ogni cena una o più bottiglie diverse da provare ad abbinare ai cibi cucinati insieme e dalla cadenza settimanale siamo passati a fare cene quasi tutte le sere per ben sei anni !
Successivamente la mia passione è andata sempre crescendo ed è stata coltivata con persone nuove colleghi , nuovi amici e parenti fino a quando ho preso la decisione di lasciare il mio posto di lavoro fisso per buttarmi nel commercio del vino. Durante questo percorso ho anche conseguito l’attestato di Sommelier professionista.
Tengo a precisare che abbiamo sempre creduto in quello che ora è divenuto il motto dell’ Enoteca Caluso di cui sono titolare      “ … bere poco, ma bere bene ! “


I.  Oltre 1500 etichette, una varietà infinita di vini che rappresentano storie e tradizioni culturali diverse, come consigli il cliente nella scelta del vino?
C.  Il vino è una cosa molto soggettiva.
Il primo passo per dare un buon consiglio è cercare di conoscere con poche domande i gusti, le esperienze e soprattutto le aspettative di una persona; dopodiché parte fondamentale è sapere a quale cibo vorrebbe accostare il vino.
Inizialmente può sembrare complicato, ma solitamente dopo il secondo vino consigliato si inizia ad entrare nel gusto del cliente e così si inizia un vero e proprio percorso insieme  .

I.  Quale vino mi consiglieresti per una possibile recensione?
C.  Non conoscendoti bene, per non smentire quanto detto prima andrei su vini molto “ruffiani” come : Edizione i 5 Autoctoni di Farnese, Marchese di Villa Marina Sella & Mosca, Langhe rosso Sciulun F.Conterno, Lucente di Frescobaldi. Per quanto riguarda i bianchi direi invece:  Conte della Vipera di Castello della Sala, Langhe bianco Cinerino di M.Abbona, Were Dreams di Jermann, Nova Domus di Terlano.

I.  Proverò!!!
Il mondo del social ha cambiato l’approccio alla conoscenza e l’approfondimento sul prodotto, come influisce positivamente o meno sull’opinione di un vino?
C.  Sono del parere che influisca in modo positivo.
I feedback se arrivano da un social o da un blog serio come il tuo ( non per sviolinare ! ) negativi o positivi che siano danno senz’altro un contributo importante in quanto starà poi al lettore finale decidere se accostarsi o meno al prodotto, ma intanto ne vengono a conoscenza, cosa che non sempre avviene tramite il puro marketing.

I.  Ho visto che sei attivo sul web, come vivi la cosa? Apporta un contributo importante per l’attività?
C.  Il web al giorno d’oggi è fondamentale. Pensa che Caluso è un paese di circa 8000 anime e quest’enoteca esiste ormai da più di vent’anni.
Quando l’ho presa in mano io e ho fatto il sito internet è arrivata una marea di gente del paese che ne ignorava totalmente l’esistenza e ancora ne arrivano !!!
Quello che rovina un po’ il settore, ma questo avviene ormai in tutti i campi  è il fatto che il web è ormai pieno di non-professionisti che mettono in vendita in rete prodotti di cui non si sa la provenienza ( molte bottiglie vengono minuziosamente contraffatte ).
Inoltre la conservazione del prodotto ( cosa fondamentale perché non si tratta di vestiti o scarpe ) non avviene in ambienti idonei come può essere la mia struttura: climatizzata, con illuminazioni adeguate e con luoghi non soggetti a vibrazioni. Motivo per cui sconsiglio vivamente l’acquisto di determinate bottiglie presso la grande distribuzione.

I.  Degustazioni, come scegli le serate per l’approfondimento dei prodotti? Associ tradizioni e cultura di un territorio?
C.  Nelle serate che organizzo cerco di raggruppare i desideri di degustazione affini che mostrano i miei clienti dandoci un taglio non troppo accademico, ma allo stesso tempo formativo. 

I.  Qual è il tuo vino preferito visto che hai la possibilità di avere una cantina così ampia e di conoscere i migliori vini del mondo?
C.  Impossibile dirlo.
Il vino è innanzi tutto  un’emozione.
Comunque sia adoro il Nebbiolo, il Pinot nero, il Merlot, il Riesling, il Sauvignon, il Viognier …

I.  Ho visto sul sito che hai un shop on line, sfruttando la vetrina di Comprounvino, perché inviteresti un lettore a fare un giro sulle tue etichette?
C.  Perché siamo molto competitivi con i prezzi e garantiamo l’ assoluta qualità e professionalità.

I.  Cosa pensi di questo sito?
C.  Ammiro chi come te cerca di condividere una passione, che si tratti di vino, di cibo o di musica.
Ma soprattutto ammiro chi lo fa in maniera neutra ed imparziale senza condizionare il lettore  lasciando a lui l’ultima parola.

Non potrei aggiungere altro se non un grazie!
 Ammiro Corrado per l’entusiasmo con cui porta avanti con passione e determinazione la sua “creatura”, trasmettendo curiosità a chi come me è convinto che la filosofia del “bere bene” sia una cultura preziosa per la mente e per il gusto.
Vi consiglio di farvi un giro su www.enotecacaluso.it o se siete nei paraggi di passare a trovarlo in Corso Torino, 51 a Caluso (TO).

Nessun commento:

Posta un commento